Carpiano: territorio e storia

Carpiano è un piccolo paese nella bassa milanese nel pieno del Parco Agricolo Sud Milano e dell’Ambito Territoriale di Caccia “Borromeo”. Con i suoi 17,22 kmq è il comune più esteso del Sud Milano, composto soprattutto da campi fertili e coltivabili irrigati dalle acque del Lambro Meridionale, dal Lambro Settentrionale e dal canale Vettabia passando per il Lisone che attraversa tutto il territorio di Carpiano. Confina con Melegnano, Cerro al Lambro, Locate di Triulzi, S. Giuliano Milanese (Città metropolitana di Milano), Bascapè, Landriano e Siziano (Provincia di Pavia). Carpiano si trova nella Città metropolitana di Milano e dista dal capoluogo solo 19 chilometri. Lo stemma di Carpiano riporta il Castello un tempo appartenuto alla famiglia De Castellatiis, in seguito ai Certosini, alla Famiglia Bescapè; dono dei Visconti. Per evidenziare anche la caratteristica prevalentemente agricola dell’economia del territorio venne inserito nello stemma comunale la figura araldica della campagna verde. La corona inserita nello stemma non è corretta in quanto risulta più simile alla corona di una città che a quella di un comune. Questo stemma venne approvato in sostituzione di un altro precedente nel 1940.

“D’azzuro, al castello di rosso, mattonato di nero, merlato alla guelfa, formato da tre torri riunite da due cortine di muro, ognuna merlata di tre, la torre centrale più bassa e più larga, merlata di quattro, le torri laterali più alte, merlate di tre e finestrate con finestrella di rosso, la torre centrale chiusa di rosso e sostenente il leone d’oro, poggiante la zampa posteriore sinistra sul secondo e sul terzo merlo, esso castello fondato sulla campagna erbosa di verde, caricata dallo stradello d’oro, posto in banda, unito alla soglia della porta ed esteso fino alla punta. Ornamenti esteriori da Comune”.
D.P.R. 19 giugno 1998

Non si può parlare di Carpiano senza parlare delle sue cascine. Sono antichi complessi architettonici che nei secoli hanno testimoniato la vocazione agricola di questo territorio, la fertile piana irrigua che tanto ha contribuito a fare della nostra provincia una delle più ricche della nazione e dell’intero continente. Sono luoghi con affascinanti storie da raccontare, dal lavoro delle mondine ai tesori artistici, dalla passione per gli animali alla grande generosità delle mucche da latte, tra le più produttive della Pianura Padana. Le cascine di Carpiano sono: Arcagnago – Zunico – Belvedere – Bruciata – Calnago – Faino – Liberia- Longora – Ca’ Matta – Muraglia – Nuova – Ortigherio – Poiago ancora tutte funzionanti, cui si aggiungevano in passato anche le cascine di Francolino – Castello – Maiano – Molino Beolchina – Torchio – Cozzolano, alcune visibili ancora oggi.

La Chiesa di San Martino Vescovo

La chiesa dedicata a San Martino Vescovo risale al 1300, ma assunse l’aspetto attuale nel XV secolo, quando fu quasi interamente ricostruita. La facciata è realizzata in cotto e si presenta a salienti e sormontata da cinque pinnacoli. Alla facciata venne successivamente aggiunto il protiro quadrangolare, sorretto da colonne tortili in marmo di Candoglia provenienti dalla Certosa di Pavia. Il protiro è sormontato da una piccola statua della Vergine. L’esterno è decorato con opere marmoree provenienti dalla Certosa di Pavia. L’interno è suddiviso in tre navate ed era in origine decorato con affreschi, nel tempo ricoperti ma in parte ancora visibili e conservati. Nelle navate laterali è conservato un crocifisso ligneo settecentesco di buona fattura. Gli altari secondari e gli arredi della chiesa sono stati donati dalle famiglie cittadine. L’altare maggiore fu realizzato dei Maestri Campionesi per la Certosa di Pavia e risale alla fine del 1300. Nella seconda metà del 1500 fu trasferito dalla Certosa a Carpiano nella sua posizione attuale. A Carpiano giunsero anche gli elementi del ciborio della Certosa, con le colonne che oggi sorreggono il protiro. L’altare è costituito da otto lastre in marmo di Candoglia decorate con altorilievi raffiguranti la Vita della Vergine secondo i vangeli apocrifi: Gioachino che vede respinte le proprie offerte al tempio, Annuncio della buona novella a Gioachino e Incontro di Sant’Anna sul fronte, La nascita di Maria sul fianco destro, L’incoronazione della Vergine sul lato sinistro, La presentazione al tempio, Lo sposalizio della Vergine e la Morte della Vergine la lato posteriore. In epoca barocca venne aggiunta la sovrastruttura marmorea decorata visibile tuttora. Alle spalle dell’altar maggiore si conserva un coro ligneo da poco restaurato e un affresco della Madonna con il Bambino attribuito a Bernardino Luini. Le cappelle laterali furono aggiunte in seguito. Risale al 1845 l’attuale cella campanaria, che fu rialzata rispetto alla precedente. Nel 1936 vennero fuse le nuove campane e la campana maggiore fu dedicata ai caduti della guerra d’Africa del 1935-1936. La chiesa conserva alcune opere dello scultore contemporaneo Harry Rosenthal, che a Carpiano trascorse parte della propria attività.

Il Castello: la Grangia certosina di Carpiano

La storia del castello di Carpiano iniziò nel 1549 quando i suoi abitanti, i Padri Certosini, ricostruirono la struttura, che nella forma originaria risaliva al XIV secolo; la struttura era appartenuta in precedenza alla famiglia Pusterla di Milano e ai Visconti, che la donarono ai Padri Certosini della Certosa di Pavia insieme ai fondi agricoli di Carpiano. Con la ristrutturazione promossa dai Certosini il castello fortificato di Carpiano divenne una grangia-castello, dalla forma rettangolare con quattro torri angolari (oggi ne sono visibili tre). Con l’annessione del Ducato di Milano all’Impero Austro-Ungarico e il successivo scioglimento degli ordini religiosi, nel 1782 il castello e i suoi territori vennero donati dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena al barone Giovanni Alessandro Brambilla, generale e chirurgo pavese alla corte imperiale; nel 1859, vennero venduti al conte Giacomo Mellerio. Alla sua morte i suoi beni, compreso il castello e i suoi territori, vennero lasciati all’Onorevole congregazione del legato Pio Mellerio, divenuta poi Onorevole congregazione di Carità, in seguito E.C.A., II.PP.A.B e oggi ASP Golgi-Redaelli, ente proprietario della struttura. Sul fianco della torre di sud-ovest si trova una loggetta creata con piccole colonne tortili provenienti dalla Certosa di Pavia e pareti ancora oggi affrescate. L’entrata al castello, una volta completamente affrescata con la figura della Vergine, della Certosa di Pavia, di rose del Carmelo e di gigli della convalle, è una pseudotorre più bassa delle altre torri, un tempo dotata di ponte levatoio sul fossato che circondava il castello. Nell’entrata si trovava la porta che conduceva alla foresteria, da un lato, e dall’altro le scale che conducevano alle sale del piano superiore. Opposte alle sale si trovavano le stalle. Sul lato corto si trovavano le sale del refettorio, il chiostro, il passaggio a volta e l’oratorio dedicato a San Brunone (protettore e fondatore dell’Ordine Certosino) consacrato nel 1645, ambienti un tempo riccamente affrescati. Tutte le decorazioni in marmo (provenienti dalla Certosa di Pavia) e gli affreschi presentano la scritta GRA CAR (visibile anche nella chiesa) che significa GRAtiarum CARthusia. Ancora oggi sono visibili e ben conservate delle sale particolari al piano terreno come la ghiacciaia con copertura a cupola, sale con copertura voltate a crociera. Le sale del piano superiore sono dipinte con colori bianco e rosa e tutte dotate di grandi camini visibili anche all’esterno grazie ai comignoli di gusto quattrocentesco sul prospetto sud.

Per maggiori informazioni su Carpiano, i nostri monumenti e la nostra storia, consulta la pagina dedicata alle Pubblicazioni


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